Questa è la nostra risposta a Conti pubblicata anche su “Idee sulla Toscana” rivista on line dell’IRPET all’indirizzo: http://www.idee.irpet.it/articolo.php?ArticoloId=1262

 

Vogliamo invitarvi a leggere e commentare con noi questo scritto di Riccardo Conti, assessore regionale alle infrastrutture e logistica, viabilità e trasporti, urbanistica, programmazione territoriale e casa.

 

Newsletter n. 5 - Giugno 2006
Assessore alle infrastrutture e logistica, alla viabilità e trasporti, urbanistica, programmazione territoriale e casa

 

La Toscana ha un’immagine che fa parte dell’immaginario collettivo planetario. Forse è un po’ oleografica, ma sicuramente indiscussa quale esempio di bel paesaggio: è l’immagine delle sue colline. Colline toscane che non sono solo sfondo di spot pubblicitari che le abbinano al concetto di qualità raffinata, ma espressione di una storia plurisecolare di razionale e equilibrato rapporto tra uomo e natura, di lotta per la sopravivenza in un territorio fragile che l’intelligenza ha trasformato in opera d’arte. Tale insieme di valori legati al paesaggio, che la società industriale avrebbe potuto disperdere come è accaduto in tante zone collinari di questo e di altri Paesi europei, è stato difeso da una classe di amministratori, forse poco secolarizzati, ma consapevoli della responsabilità che portavano.Non c’era una legge che imponeva questa difesa. Non era sufficiente la tutela del paesaggio affidata alle soprintendenze che in tanti luoghi hanno permesso la perdita dei valori che il vincolo avrebbe dovuto assicurare. C’erano quei sindaci con la quinta elementare. Oggi abbiamo un’immagine che fa da sfondo, ma colline aggredite, dove la rendita immobiliare ritiene di poter tradurre in utile immediato la perdita di valori irrinunciabili: lottizzazioni urbane di seconde case, insediamenti che non sanno dialogare con il paesaggio e con il contesto rurale. Con una serie di incontri vogliamo fare il punto su una fase di svolta in cui il sistema Toscana rilancia una stagione in cui i valori del passato non servono a rendere più lento il declino o la marginalizzazione, ma rappresentano uno degli ingredienti per uno sviluppo sostenibile e per una competitività che si fonda sull’eccellenza e l’innovazione, due obiettivi del nuovo piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana.

Riccardo Conti

Che cosa si nasconde fra le righe di questo proclama? Pur gradendo il cappello, un po’ scontato, di apprezzamento del paesaggio collinare toscano poniamo l’attenzione su tre punti del testo che la massima autorità regionale per il governo del territorio ha scritto o con grande leggerezza, oppure pensando di rivolgersi ad un popolo d’ignoranti, forse poco informato del fatto che centinaia di cittadini seguono da anni con attenzione le vicende urbanistiche del comune di Firenze e dei comuni limitrofi. Comitati cittadini sono sorti ovunque per difendere il territorio dagli abusi autorizzati dalle amministrazioni comunali in aree protette da vincoli paesaggistici come la collina di Bellosguardo e del Ponte alla Badia; sette nel solo comune di Bagno a Ripoli, attivi da più di tre anni e determinati a continuare la loro battaglia contro un’Amministrazione che svende le colline più belle ai costruttori.

Torniamo al testo. “Il [nostro] paesaggio è stato difeso quando non c’era  una legge che imponeva questa difesa e …. c’erano quei sindaci con la quinta elementare”. Presumibilmente allude al periodo fino alla fine degli anni ’80, e noi ci chiediamo che cosa sia successo dopo, quando i sindaci sono diventati più “addottorati” e sono arrivate anche le leggi di tutela del territorio (es. la legge regionale 5/95). Sicuramente si è cominciato a costruire in modo selvaggio sulle colline fiorentine e infatti Conti parla di “colline aggredite”  e di “lottizzazioni urbane e insediamenti che non sanno dialogare con il paesaggio e con il contesto rurale”. Ma chi ha permesso lo sfruttamento e lo scempio di terreni di enorme valore paesaggistico? Chi sono quei sindaci “addottorati” che hanno autorizzato le costruzioni e perché la Regione non ha esercitato un controllo sulle loro azioni? Recentemente abbiamo assistito ad uno dei più vergognosi accordi fra Provincia di Firenze e Comune di Bagno a Ripoli per ridisegnare il Piano territoriale di coordinamento provinciale – bussola e punto di riferimento per il governo del territorio – in modo da escludere dalle “aree fragili” (da sottoporre a “programma di paesaggio”) quei terreni destinati a massicci insediamenti abitativi in località Balatro, Osteria Nuova, Villamagna, e tutto questo con il benestare della Regione, presente alla Conferenza dei servizi.

Si mette in discussione la scarsa tutela esercitata dalle Soprintendenze, mentre questa è un’insidiosa bugia. Intanto dobbiamo ricordare che le Soprintendenze sono state in gran parte esautorate nei loro poteri con grande vantaggio delle amministrazioni comunali che devono rendere conto solo a Provincia e Regione; inoltre abbiamo un’ampia documentazione (da mostrare a chiunque lo voglia) che evidenzia come la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Firenze e Prato abbia contrastato l’opera edificatoria del Comune di Bagno a Ripoli anche recentemente, per esempio facendo delle osservazioni totalmente negative sull’intesa con la Provincia sopra menzionata.

Conti chiude con un impegno formale, promettendo un nuovo indirizzo nei nuovi piani territoriali della  Regione Toscana, ma lui era assessore anche nella passata legislatura e sotto i suoi occhi sono state rovinate ampie zone del Comune di Bagno a Ripoli come, solo per citare la più recente vergogna, la collina di Baroncelli. I Comitati civici per la difesa del territorio non si accontentano dei buoni propositi per il futuro e l’assessore Conti potrebbe ancora dimostrare la sua buona fede fermando i piani attuativi di Balatro, Osteria Nuova, Villamagna. D’altra parte la legge regionale 5/95 e ancora più la 1/2005 lo autorizzano a farlo, la Soprintendenza lo apprezzerebbe, Italia Nostra e le altre associazioni ambientaliste lo sosterebbero. C’è solo un ostacolo: il parere contrario dei sindaci “addottorati” che non hanno interesse alla tutela, ma ne hanno molti a concedere licenze edilizie. Se non si ha la seria intenzione di intervenire direttamente sugli appetiti edificatori dei costruttori e delle amministrazioni comunali, è inutile proporre incontri, convegni e nuovi obiettivi: vogliamo solo ed esclusivamente fatti concreti

Il Coordinamento dei Comitati civici per la difesa del territorio di Bagno a Ripoli

Stefania Pratesi